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punto di partenza ideale è lo splendido balcone a cielo aperto
che è il giardino che circonda la rocca di Bazzano, da cui
si gode una vista superba su tutti i colli a cavallo fra Bologna e
Modena, mentre all'orizzonte si intravedono le cime sulle quali ci
si arrampicherà nella seconda parte dell'itinerario.Al suo
apparire trincerata su un poggio a guardia della valle dei Samoggia,
si intuisce subito che la storia di questa rocca è lunga e
avventurosa: la torre di mezzogiorno e tutta la parte rivolta al fiume
è anteriore al mille, ma le sembianze attuali sono riconducibili
alla ricostruzione ordinata nel 1473 da Giovanni Bentivoglio dopo
la distruzione seguita alle guerre comunali. La rocca, in cui nel
1799 fu tenuto prigioniero, sotto il falso nome di Lorenzo Alighieri,
l'irrequieto poeta Ugo Foscolo, è interamente visitabile, e
ospita spesso iniziative ed eventi culturali. Da visitare è
anche la chiesa di Santo Stefano, impreziosita da importanti tele
di pittori bolognesi dei XVII secolo.Ma percorrendo questa strada
in primavera non si avranno occhi che per il tappeto di colori delle
fioriture dei ciliegi, un mare bianco e soffice chiazzato qua e là
dalle macchie rosa, pervinca e viola dei peschi, dei meli, degli albicocchi,
dei prugni.Proseguiamo per Vignola, si può ammirare una rocca
assai vasta e bella e ben conservata; per visitarla a fondo occorrerebbe
almeno mezza giornata.Percorrendo la fondovalle dei Panaro in una
cornice di dolci colline, l'orizzonte è all'improvviso tagliato
da tre alti pinnacoli, gigantesche schegge di roccia che sembrano
piovute dalla luna e conficcate lì per caso, tanto sono estranee
al paesaggio circostante. Sono i Sassi di Roccamalatina. |

Bazzano
 Rocca Malatina
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